Mai dire m’hai. Non con #Alpine. Perché è imprevedibile. Istintiva. Un uragano. La guidi una volta ed è per sempre. Perché ha un suo temperamento. Il mio. E dunque è una sfida continua. Di passioni. Di emozioni.
A come adrenalina. A come arte dell’avventura. A come #Alpine A110, coupé biposto con presenza scenica da supercar, iconico brand #Renault Un mix & match di tecnologia e design. Di racing e heritage. E allora perché non farla tornare là dov’è diventata un mito? Sui tornanti del Rally di Montecarlo, nella tappa epica che porta al #col de Turini, Alpi marittime francesi, palcoscenico di grandi vittorie Alpine.

La “mia” A110 è una Premiere Edition. Edizione limitata a 1955 esemplari, sold out in 5 giorni. 1955 come l’anno in cui #Jean Rédélé, pilota e imprenditore visionario, cominciò a costruire il suo sogno nell’atelier di #Dieppe. E a portare il marchio nella leggenda.
I primi tornanti sono l’ouverture di un infuocato paso doble. Io e Alpine. Alpine e io in un ballo tutto tecnica e istinto. Alpine sfida i tornanti. Li aggredisce con inquietudine. Li interpreta con creatività. Li taglia con dinamismo. Li anticipa con spavalderia. E’ un up & down di spinte verticali e di ritorni aderenti all’asfalto. E’ un assolo di adrenalina che sale over the rainbow, tra strapiombi e pareti di foreste.


Persino l’estrattore sottoscocca in coda non passa inosservato e proietta sull’asfalto un merletto di vedo e intravedo.
Bella e possibile. A110 ha baricentro rasoterra, trazione posteriore, 1098 kg di leggerezza e sotto il cofano 4 cilindri turbo 1.8 da 252 cv di potenza per schizzare da 0 a 100 km in 4.5 secondi. E poi Zang Tumb Tumb. Parole in libertà futuriste. Come il sound delle auto nate anche per farsi sentire. Come quello di Alpine. Che in modalità sport sale di un’ottava e compone una partitura scoppiettante di lampi e brividi sonori difficili da togliersi dalla testa.


Alpine per soli uomini? Domandatelo a Alexia Giugni, manager appassionata di motori. Lei si è regalata un’Alpine quando ha potuto rimettere il turbo al motore della sua vita tenuto al minimo sfidando la malattia. E mixando il rombo del suo cuore a quello di Alpine ha conquistato il secondo posto femminile qui all’ultimo Rallye Monte-Carlo Historique.

Ma ora via in discesa verso Sospel. Un percorso da slalom speciale, fast & furious, più dei Queen di Don’t stop me now. Tornanti che sono sciabolate nella roccia e curve creative come quelle da inventare sulla pista ultrablack del Grand Couloir a Courchevel. Già sognando la new one di Alpine, la A110 S, ancor più racing delle versioni Pure e Légende: 292 Cv che promettono scintille, da 0 a 100 in 4.4 secondi, raffinato color Grigio Tuono Mat con dettagli orange, e come optional anche tetto in carbonio (da 68.200 euro, ordinabile su APP Alpine per guidarla da fine anno). E immaginando pure l’Alpine che verrà. “A110 cabrio? No, difficile posizionare il tetto a scomparsa. A110 elettrica? No, impossibile trovare spazio per la batteria. A110 Suv? Sì, entro il 2022 il Suv amplierà gamma e target di Alpine”, assicura Régis Fricotté, direttore commerciale del brand.

E poi? Poi fine dell’avventura. Difficile dire adieu a un tipo come Alpine. Perché è una che non si dimentica. E’ come certi incontri inaspettati della vita che speri siano per sempre. Perchè lei sarà pure a tiratura limitata. Però sogni, emozioni, passioni, possono mai essere limited edition?